Vulneraria (Anthyllis vulneraria)

vulnerariaIl  nome scientifico di questa pianta è Anthyllis vulneraria,  appartiene alla famiglia delle Papilionacee e viene det­ta anche “Sangue di Cristo”. Questo appellativo è forse dovuto al colore dei fiori che, in una varietà, è rosso por­pora.

La sua utilizzazione in campo terapeu­tico non risale ad anni tanto lontani; infatti ancora ai tempi medievali non era tenuta in alcuna considerazione. È stata la medicina popolare a scoprire le qualità di questa pianta e a darle un nome ben significativo: “vulnerario” significa, infatti, “cicatrizzante”; ecco spiegato il motivo per cui la vulneraria viene utilizzata per contusioni, ulcere cutanee, ferite e dermatiti, come colluttorio in caso di gengive sanguinanti.… continua a leggere

Vite Rossa – Proprietà terapeutiche e curative

vite-rossaLa Vitìs vinifera appartiene alla fa­miglia delle Vitacce.

Le origini della vite sono quanto mai remote; si pensi soltanto che nell’antica Grecia era già tanto famosa da essere pianta sacra al dio Bacco e tutte le sculture del tem­po che lo raffigurano, mostrano il suo capo cinto da tralci di vite. Dobbiamo dunque andare ancora più indietro nei secoli per scoprire che in Italia, nell’ era neozoica, questa pianta esisteva già, come ci testimoniano alcuni reperti fossili.… continua a leggere

Vischio (Viscum album) utilizzo e proprietà curative

vischio-Il nome scientifico di questa pianta è Viscum album.  Ed è associato come l’ agrifoglio e il pungitopo al Natale.

La famiglia a cui ap­partiene il vischio è quella delle Lorantacee, a cui appartengono numerose al­tre piante, tutte parassite.

Il vischio, infatti, cresce sui rami di alcuni albe­ri, affondando in essi le sue radici, e creando una specie di ciuffo tondo, ver­de tutto l’anno.… continua a leggere

Viola Mammola (Viola odorata)

viola-odorataLa Viola odorata appartiene alla fa­miglia delle Violacee.

E’ questa la più profumata rappresentante di diverse specie raggruppate tutte sotto il nome a “viola mammola”. Si tratta di una pianta già conosciuta da Ippocrate, che però ne ignorava le qualità, la principale delle quali è quel­la emetica.

Si racconta che già gli Arabi preparas­sero lo sciroppo di violetta e senz’al­tro i Greci utilizzavano i fiori di questa punte per ottenere dei distillati pro­fumatissimi, procedimento tutt’oggi in voga presso le industrie dei profumi.

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