Betulla (Betula alba) – Principi attivi e curativi

betullaIl nome scientifico della betulla è Betula alba. Appartenente alla famiglia delle Betulacee, questo albero ha un aspetto elegante parti­colarmente evidente. Le origini della betulla sono molto antiche; da sempre si sono sfruttati i suoi legni e la sua corteccia in mille modi diversi; in campo terapeutico, in particolare, se ne apprezzano le pro­prietà depurative, antisettiche e diuretiche.

Alta fino a più di venti metri, la betulla è un albero che presenta un tronco lungo, coperto da una corteccia liscia color biancastro, che con il passare del tempo si screpola.… continua a leggere

Uva Ursina (Arctostaphylos uva-ursi)

uva_ursiDetta anche “uva dell’orso”, l’uva ursina è scientificamente chiama­ta Arctostaphylos uva-ursi , ed appartiene alla famiglia delle Eriacce.

E una pianta che predilige i terreni secchi, ombrosi e sassosi di mon­tagna, dove i tuoi fusti striscianti danno vita a folte macchie. Viene anche detta uva deU’orso, perché produce dei frutti di cui questo ani­male a molto ghiotto; dal punto di vista terapeutico le foglie sono la parte della pianta utilizzata.… continua a leggere

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

il-tarassacoAppartenente alla famiglia delle Com­posite, il Taraxacum officinale Weber è comunemente conosciuto come “dente di leone” o “piscialletto” o an­cora come “soffione”.

Fino agli inizi del ‘900 le virtù medi­cinali di questa pianta non vengono ri­conosciute ufficialmente ed il suo uso rientra solo nelle pratiche popolari; ma alla fine anche la medicina affidale sperimenta con successo il dente di leonoe in più casi, portandolo ad alte glo­rie; tanto alte da creare perfino la “tarassacoterapia”, una corrente for­se un po’ “estremista”, che voleva curare praticamente ogni male con Il tarassaco.

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Sedano selvatico (Apium Graveolens)

sedano selvaticoScientificamente detto Apium graveolens il sedano appartiene alla fami­glia delle Ombrellifere. Questa parti­colare varietà, che un tempo veniva coltivata, oggi si ritrova spontanea; ha dato vita a numerose altre varietà, al­cune delle quali sfruttate in cucina, mentre il sedano selvatico non è di per sé commestibile. È questa una pianta che predilige i terreni umidi e si trova preferenzialmente in prossimità di ac­quitrini.… continua a leggere