Viola Mammola (Viola odorata)

viola-odorataLa Viola odorata appartiene alla fa­miglia delle Violacee.

E’ questa la più profumata rappresentante di diverse specie raggruppate tutte sotto il nome a “viola mammola”. Si tratta di una pianta già conosciuta da Ippocrate, che però ne ignorava le qualità, la principale delle quali è quel­la emetica.

Si racconta che già gli Arabi preparas­sero lo sciroppo di violetta e senz’al­tro i Greci utilizzavano i fiori di questa punte per ottenere dei distillati pro­fumatissimi, procedimento tutt’oggi in voga presso le industrie dei profumi.

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Tiglio (Tilia cordata Miller)

TiglioIl Tilia cordata Miller è un maestoso e longevo albero appartenente alla fami­glia delle Tiliacee. Anticamente, come molte piante dai fiori molto profuma­ti, era sacro ad alcune popolazioni eu­ropee; oggi, grazie alle sue ampie fronde ed al suo gradevole profumo nel periodo della fioritura, è assai apprez­zato per ombreggiare giardini e parchi.

Le qualità terapeutiche del tiglio sono antispasmodiche, sedative, emollienti.… continua a leggere

Malva (Malva silvestris)

malvaLa Malva silvestris appartiene alla fa­miglia delle Malvacee.

Anticamente definita come “omnimorbia”, rimedio a tutti i mali, que­sta pianta veniva utilizzata effettivamente per i mali più disparati fin dai tempi di Cicerone ed ancora prima.

Provvista di fiori dal bel color lilla, ve­nati di rosa, la malva era coltivata nei giardini come pianta decorativa.

Ma il lato che più ci interessa è la sua utilizzazione come pianta medicina­le; come già accennato, era conside­rata utile un po’ a tutto e a tutti: le sue proprietà calmanti, emol­lienti, lassative, venivano sfruttate sia in cure interne che in appli­cazioni esterne; venivano preparate tisane contro l’indigestione, per combattere la stitichezza, per calmare spasmi interni e tossi stiz­zose.… continua a leggere

Liquirizia (Glycyrrhiza glabra)

liquiriziaIl nome scientifico di questa pianta è Glycyrrhiza glabra ed appartiene al­la famiglia delle Leguminose. Le pri­me testimonianze dell’uso della liqui­rizia in medicina risalgono all’antico Egitto; Teofrasto, scienziato greco vis­suto intorno al 300 a. C , ne consigliava l’uso per guarire l’asma e le ulcere.

Da qualche anno, poi, si è scoperta la sua azione benefica su pazienti affetti da ulcera gastrica, tanto che da que­sta pianta è stata estratta una sostan­za necessaria per la sintesi di farmaci antiulcera Ma l’utilizzazione della li­quirizia a forti dosi, ha provocato forti rialzi pressori, si è visto, infatti, che contiene una sostanza impertensiva, che è stata eliminata dai composti in commercio.

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