Betulla (Betula alba) – Principi attivi e curativi

betullaIl nome scientifico della betulla è Betula alba. Appartenente alla famiglia delle Betulacee, questo albero ha un aspetto elegante parti­colarmente evidente. Le origini della betulla sono molto antiche; da sempre si sono sfruttati i suoi legni e la sua corteccia in mille modi diversi; in campo terapeutico, in particolare, se ne apprezzano le pro­prietà depurative, antisettiche e diuretiche.

Alta fino a più di venti metri, la betulla è un albero che presenta un tronco lungo, coperto da una corteccia liscia color biancastro, che con il passare del tempo si screpola.… continua a leggere

Tarassaco (Taraxacum officinale Weber)

il-tarassacoAppartenente alla famiglia delle Com­posite, il Taraxacum officinale Weber è comunemente conosciuto come “dente di leone” o “piscialletto” o an­cora come “soffione”.

Fino agli inizi del ‘900 le virtù medi­cinali di questa pianta non vengono ri­conosciute ufficialmente ed il suo uso rientra solo nelle pratiche popolari; ma alla fine anche la medicina affidale sperimenta con successo il dente di leonoe in più casi, portandolo ad alte glo­rie; tanto alte da creare perfino la “tarassacoterapia”, una corrente for­se un po’ “estremista”, che voleva curare praticamente ogni male con Il tarassaco.

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Soia (Glycme soja Siebold) – Proprietà e benefici della Lecitina

soiaAppartenente alla famiglia delle Papilionacee, la Glycme soja Siebold e Zucc., viene comunemente detta “fagiolo del Giappone”. Coltivata da tempi immemorabili in tutto l’Estremo Oriente, fu importata in Europa soltanto verso il 1700; ma dovranno passare ancora molti an­ni perché in questo continente si arrivi ad apprezzare ed utilizzare per le sue numerose qualità.

Il seme della soia ha il più alto potere nutritivo di tutto il Regno Ve­getale: contiene proteine, glucidi, protidi in alte percentuali e non a caso viene utilizzato per preparare olio, farina, biscotti e perfino formaggi.… continua a leggere

Carfiofo (Cynara scolymus) proprietà curative ed usi fitoterapici

carciofoIl carciofo viene scientificamente chiamato Cynara scolymus ap­partiene alla famiglia delle Composite.

Anticamente questa pianta veniva utilizzata come diuretico e, solo verso il 1500, si iniziò ad utilizzare come rimedio ai danni del fegato e contro l’itterizia. Ma è solo in questi ultimi anni che si è dimostrata la sua reale utilità nella cura delle affezioni epato-biliari.

La parte commestibile del carciofo, quella utilizzata nelle nostre cuci­ne, rappresenta il fiore della pianta, colto ancora in boccio; anche in questa sua parte, il carciofo presenta le sue qualità, ma la maggiore attività terapeutica è esercitata dalle foglie; e sono proprie le foglie utilizzate in fitoterapia per l’azione depurativa a livello del fegato, per diminuire il tasso di colesterolo, per l’azione diuretica, ipoglicemizzante, per favorire la secrezione di bile e per regolare la funzione del­la cistifellea; in pratica questa pianta svolge una potente azione depura­tiva dell’organismo, favorendo l’attività del fegato; è consigliabile an­che in caso di stitichezza, e ai diabetici, in caso di ritenzione idrica.… continua a leggere