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	<title>Contusioni Archives - Erbe Medicinali</title>
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	<description>Fitoterapia &#38; Erbe Curative</description>
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	<title>Contusioni Archives - Erbe Medicinali</title>
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		<title>Vulneraria (Anthyllis vulneraria)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2020 12:45:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/vulneraria3.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-503" alt="vulneraria" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/vulneraria3.jpg" width="196" height="341" /></a>Il  nome scientifico di questa pianta è <em>Anthyllis vulneraria,</em>  appartiene alla famiglia delle Papilionacee e viene det­ta anche “Sangue di Cristo”. Questo appellativo è forse dovuto al colore dei fiori che, in una varietà, è rosso por­pora.</p>
<p align="left">La sua utilizzazione in campo terapeu­tico non risale ad anni tanto lontani; infatti ancora ai tempi medievali non era tenuta in alcuna considerazione. È stata la medicina popolare a scoprire le qualità di questa pianta e a darle un nome ben significativo: “vulnerario” significa, infatti, “<strong>cicatrizzante</strong>”; ecco spiegato il motivo per cui la vulneraria viene utilizzata per contusioni, ulcere cutanee, ferite e dermatiti, come colluttorio in caso di gengive sanguinanti.&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/vulneraria.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/vulneraria3.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-503" alt="vulneraria" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/vulneraria3.jpg" width="196" height="341" /></a>Il  nome scientifico di questa pianta è <em>Anthyllis vulneraria,</em>  appartiene alla famiglia delle Papilionacee e viene det­ta anche “Sangue di Cristo”. Questo appellativo è forse dovuto al colore dei fiori che, in una varietà, è rosso por­pora.</p>
<p align="left">La sua utilizzazione in campo terapeu­tico non risale ad anni tanto lontani; infatti ancora ai tempi medievali non era tenuta in alcuna considerazione. È stata la medicina popolare a scoprire le qualità di questa pianta e a darle un nome ben significativo: “vulnerario” significa, infatti, “<strong>cicatrizzante</strong>”; ecco spiegato il motivo per cui la vulneraria viene utilizzata per contusioni, ulcere cutanee, ferite e dermatiti, come colluttorio in caso di gengive sanguinanti.</p>
<p align="left">È una pianta biennale, alta da cinque a quaranta centimetri. I suoi fusti, prostrati o ascendenti, presentano foglie strette, semplici o com­poste. I fiori compaiono nel periodo estivo e si riuniscono in forma­zioni globose terminali; sono gialli, provvisti di calice peloso.</p>
<p align="left">Le parti della pianta utilizzate in fitoterapia sono le infiorescenze e le foglie.</p>
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		<title>Erba di San Giovanni (Sedum telephium)</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2020 16:40:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/telefio.jpg"><img decoding="async" class="alignleft" alt="telefio" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/telefio.jpg" width="169" height="253" /></a>Il <em>Sedum telephium</em>, detto “erba da calli” o semplicemence “<strong>telefio</strong>”, appartirne alla famiglia delle Crassulacee.</p>
<p align="left">Questa pianta, le cui virtù sono da secoli note alla saggezza popolare, è sta­ta un po’ la &#8220;star” ad un prestigioso congresso internazionale recentemen­te svoltosi in Francia, in cui sono sta­te ufficialmente decantate le sue proprietà cicatrizzanti, emollienti ed astringenti.</p>
<p>Tali sono le doti &#8220;miracolose” dell’er­ba di San Giovanni, da essere perfino utilizzata in certi Pronto Soccorso dove gravi ferite, ustioni di secon­do grado molto estese, piaghe, vengono curate con l’applicazione del­le sue foglie fresche.&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/erba-di-san-giovanni.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/telefio.jpg"><img decoding="async" class="alignleft" alt="telefio" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/telefio.jpg" width="169" height="253" /></a>Il <em>Sedum telephium</em>, detto “erba da calli” o semplicemence “<strong>telefio</strong>”, appartirne alla famiglia delle Crassulacee.</p>
<p align="left">Questa pianta, le cui virtù sono da secoli note alla saggezza popolare, è sta­ta un po’ la &#8220;star” ad un prestigioso congresso internazionale recentemen­te svoltosi in Francia, in cui sono sta­te ufficialmente decantate le sue proprietà cicatrizzanti, emollienti ed astringenti.</p>
<p>Tali sono le doti &#8220;miracolose” dell’er­ba di San Giovanni, da essere perfino utilizzata in certi Pronto Soccorso dove gravi ferite, ustioni di secon­do grado molto estese, piaghe, vengono curate con l’applicazione del­le sue foglie fresche.</p>
<p>Se in casi molto gravi potremo soltanto rivolgerci ai medici che sa­pranno trattarli in modo adeguato, per problemi senz’altro più sem­plici possiamo imparare a sfruttare il nostro telefio. Si tratta di pianta perenne. Munita di fusto eretto e rigido, con foglie carnose, opposte, poco dentate. I fiori possono essere rossi, oppure giallognoli.</p>
<p>La parte utilizzata in terapia è rappresentata dalle foglie fresche.</p>
<h3>Utilizzi: infusi decotti e impacchi</h3>
<p><strong>Calli :</strong> si frizioni la parte con una foglia fresca contu­sa almeno tre volte al giorno.</p>
<p align="left"><strong>Contusioni</strong>: anche in questo caso si applicano sulla parte colpita le foglie fresche contuse. I decotti e gli infusi si applicano tutti ben freddi.</p>
<p align="left"><strong>Emorroidi</strong>: si applichino localmente cataplasmi di foglie fresche contuse.</p>
<p align="left"><strong>Pelle</strong> : anche in questo caso si applichi il succo fresco delle foglie, due-tre volte al giorno.</p>
<p align="left"><strong>Scottature</strong>: con l’Erba di San Giovanni in al­cuni ospedali si curano ustioni di secondo grado, evitando perfino l’in­tervento chirurgico, ma tutto questo viene fatto da medici esperti che studiano trattamenti adeguati da anni; dunque, in casa, accontentia­moci di trattare mali piccoli con queste piante: si applichi sulla parte interessata, la foglia fre­sca ben lavata e contusa e si fasci con una benda di garza. Si rinnovi la foglia due volte al giorno.</p>
<p align="left"><strong>Verruche</strong>: si applichi il succo fresco delle foglie due-ere volte al giorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calendula (Calendula officinalis) proprietà benefici e cure</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 12:59:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/calendula2.gif"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-442" alt="calendula" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/calendula2.gif" width="211" height="290" /></a> La <em>Calendula officinalis</em> , detta &#8220;Ga­rofano di Spagna”, appartiene alla fa­miglia delle Composite. Utilizzata già a scopo medicinale nel Medioevo, que­sta pianta, che non si conosce allo sta­to spontaneo, ma solo coltivato, perse in seguito la sua fama e cadde in disu­so.</p>
<p>L’hanno riportata in auge recenti scoperte scientifiche che hanno reso possibile individuare i suoi componen­ti dimostrando le qualità antisettiche, cicatrizzanti e antinfiammatorie di questa pianta che, per tali proprietà, occupa un posto di assoluto rilievo.&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/calendula.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/calendula2.gif"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-442" alt="calendula" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/calendula2.gif" width="211" height="290" /></a> La <em>Calendula officinalis</em> , detta &#8220;Ga­rofano di Spagna”, appartiene alla fa­miglia delle Composite. Utilizzata già a scopo medicinale nel Medioevo, que­sta pianta, che non si conosce allo sta­to spontaneo, ma solo coltivato, perse in seguito la sua fama e cadde in disu­so.</p>
<p>L’hanno riportata in auge recenti scoperte scientifiche che hanno reso possibile individuare i suoi componen­ti dimostrando le qualità antisettiche, cicatrizzanti e antinfiammatorie di questa pianta che, per tali proprietà, occupa un posto di assoluto rilievo.</p>
<p>La calendula selvatica di montagna raggiunge i 50 centimetri d’altezza; le sue foglie sono prive di picciolo, pelose, oblunghe; nel periodo estivo presenta capolini terminali, color giallo-oro, che rapidamente appassiscono. Sono proprio i fiori e le sommità fiorite le parti della pianta utilizzate in fitoterapia.</p>
<p>L&#8217; essenza e l&#8217; unguento di calendula per uso esterno è anche un forte lenitivo antizanzara.</p>
<h3>Utilizzo in erboristeria e farmacia:</h3>
<ul>
<li><strong>Pelli normali e acne brufoli e dermatiti</strong>: si lascino venti grammi di fiori in infusione in mezzo litro d’acqua bollente per un quarto d’ora; si filtri e si utilizzi tale infuso su un batuffolo di cotone, come lozione di pulizia.</li>
<li><strong>Verruche e vesciche</strong>: si applichino sulla verruca tre-quattro volte al giorno le foglie fresche contuse.</li>
<li><strong>Calli</strong>: si applica sulla parte interessata il succo fresco delle fo­glie, avendo cura di proteggere la pelle circostante; tale applicazione viene ripetuta quattro-cinque volte al giorno.</li>
<li><strong>Contusioni e cicatrici</strong>: si utilizza l’infuso dei fiori essiccati, ottenuto lasciandone venti grammi in mezzo litro d*acqua bollente per un quarto d’ora; si filtra e si applica in impacchi.</li>
<li><strong>Fegato</strong>:<strong> </strong>si lascino quindici grammi di sommità fiorite in mezzo li­tro d’acqua bollente per dieci minuti; si filtri e si bevano due tazze al giorno di tale infuso tisana.</li>
<li><strong>Menopausa</strong>: si lascino dieci grammi di fiori in mezzo litro d’acqua bol­lente per dieci minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di que­sto infuso.</li>
<li><strong>Scottature</strong>: in questo caso si applicano i fiori freschi tritu­rati.</li>
</ul>
<p align="left">
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		<title>Mirto (Myrtus communis)</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 00:10:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-577" alt="myrtus" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus-210x300.jpg" width="210" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus-210x300.jpg 210w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus.jpg 357w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a>Il nome scientifico di questo arbusto è <em>Myrtus communis</em>. ed appartiene alla famiglia delle Mirtacee; viene anche detto “<strong>mortella</strong>”. Questa pianta presso gli antichi Greri era sacra a Venere; divenne cori fl simbolo della poesia erotica, e della poesia in genere, tanto che con i suoi rami si intrecciavano ghirlande con cui cingere il capo dei poeti; naturalmente, in quanto sacra a Venere, era il simbolo dell&#8217; a­more, e con corone di mirto si cinge­vano le chiome delle spose in segno di amore felice e duraturo.In&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/mirto.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-577" alt="myrtus" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus-210x300.jpg" width="210" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus-210x300.jpg 210w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/myrtus.jpg 357w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></a>Il nome scientifico di questo arbusto è <em>Myrtus communis</em>. ed appartiene alla famiglia delle Mirtacee; viene anche detto “<strong>mortella</strong>”. Questa pianta presso gli antichi Greri era sacra a Venere; divenne cori fl simbolo della poesia erotica, e della poesia in genere, tanto che con i suoi rami si intrecciavano ghirlande con cui cingere il capo dei poeti; naturalmente, in quanto sacra a Venere, era il simbolo dell&#8217; a­more, e con corone di mirto si cinge­vano le chiome delle spose in segno di amore felice e duraturo.In quegli an­tichi e felici tempi, si preparavano di­stillati con le sue bacche per ottenere lozioni di bellezza; oggi, in Corsica, i suoi frutti vengono utilizzati nella pre­parazione di un caratteristico liquore locale, il “myrtei”.</p>
<p align="left">Questo cespuglio forma macchie este­se lungo il nostro litorale mediterra­neo. È un arbusto che raggiunge un’al­tezza di tre metri circa; in maggio- giugno giunge a fioritura; i fiori sono di color bianco e cedono poi il posto al frutto, una drupa nera.</p>
<p align="left">Il mirto, oltre che di tannini, acidi, resine ed olio essenziale, è ricco di vitamina C. Con questa pianta si prepara uno sciroppo, utile a com­battere i sintomi del raffreddore, malattia stagionale contro cui anco­ra non si è trovato nessun rimedio effettivamente valido ed efficace.</p>
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