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	<title>P Archives - Erbe Medicinali</title>
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	<description>Fitoterapia &#38; Erbe Curative</description>
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	<title>P Archives - Erbe Medicinali</title>
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		<title>Peperoncino (Capsicum annuum) uso medico e proprietà curative</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2020 18:21:54 +0000</pubDate>
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<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/peperoncino1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" alt="peperoncino" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/peperoncino1.jpg" width="215" height="282" /></a>Il <em>Capsicum annuum</em>, alias il peperoncino, appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il tabacco ed altre piante.</p>
<p align="left">Fu scoperto dagli Europei in America centrale; era infatti la spezia più usata in Cile ed in Messico, dagli Indiani locali. Ma con la scoper­ta dell’America anche il peperoncino fu introdotto in Europa; dap­prima in Spagna, poi si diffuse rapidamente fino in Asia ed Africa.</p>
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<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/peperoncino1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft" alt="peperoncino" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/peperoncino1.jpg" width="215" height="282" /></a>Il <em>Capsicum annuum</em>, alias il peperoncino, appartiene alla famiglia delle Solanacee, come la patata, il tabacco ed altre piante.</p>
<p align="left">Fu scoperto dagli Europei in America centrale; era infatti la spezia più usata in Cile ed in Messico, dagli Indiani locali. Ma con la scoper­ta dell’America anche il peperoncino fu introdotto in Europa; dap­prima in Spagna, poi si diffuse rapidamente fino in Asia ed Africa. Al genere Capsicum appartengono diverse varietà: alcune dai frutti piccoli e di gusto piccante, altre con frutti più grossi e di sapore meno forte, per arrivare ai classici peperoni carnosi e dolci, ottimi sia crudi che scottati alla brace.</p>
<p align="left">Dalla varietà <strong>Frutescens</strong> si ottiene il cosiddetto “pepe di Caienna”, dopo essiccazione e triturazione dei frutti. Dalla varietà<strong> Fastigiatum</strong> si ottiene la paprica. I peperoni non hanno grandi proprietà nutriti­ve, ma contengono vitamine (Vit. B1 &#8211; Vit. C &#8211; Vit. PP &#8211; Vit. A &#8211; Vit. B2), sali minerali, lecitina, capsicina; è quest’ultima la responsabile del loro gusto piccante. Già in tempi antichi si era scoperto che il pe­peroncino inibiva la fermentazione delle carni; non si conosceva an­cora che cosa fosse il processo fermentativo né come esso avvenisse, ma ci si accorse che il cattivo odore che dopo un po’ si sviluppa dalla carne morta, si poteva inibire con il suo uso; si è dimostrato solo recentemente che questo frutto possiede una reale azione antifermen­tativa e, grazie ad essa, svolge un’ottima azione digestiva.</p>
<p align="left">Ma come mai si utilizza una cosi grande quantità di peperoncino o di sue miscele nei Paesi a clima molto caldo? E ad una maggiore tem­peratura che si può avere una digestione più lenta e più difficile, e i cibi nello stomaco possono facilmente fermentare; il peperoncino agi­sce proprio come antiputrefattivo; ecco spiegato il suo uso così eleva­to nelle regioni calde, molto maggiore che in quelle a clima freddo.</p>
<p align="left">L’uso che si deve fare di questo frutto è a crudo, ben tritato, semi inclusi. Oltre che a normalizzare i processi digestivi, il peperoncino serve a regolare la circolazione sanguigna; su basi statistiche, pare che funzioni come preventivo dell’infarto e senz’altro migliora la circola­zione, tanto che ha riscosso notevole successo nel trattamento di emor­roidi, varici, e viene considerato un buon antiarteriosclerotico; si è dimo­strato utile anche in gastriti, coliti e ulcere gastriche; in questi casi si deve però usare in capsule gastroresistenti, che non si sciolgano nello stomaco, permettendo così il transito diretto nell’ intestino, dove avviene l’ assimila­zione e l’entrata in circolo dei vari principi attivi. Ha ancora proprietà sti­molanti, rubefacenti, toniche, antie­metiche.</p>
<p align="left">Una caratteristica interessante del pe­peroncino, venuta alla luce in seguito a recenti studi, è che questo frutto contiene una glicoproteina presente anche nel tabacco che, come abbiamo già accennato, appartiene al­la sua stessa famiglia; è proprio per questo motivo che alcuni con­sigliano un uso abbondante alle persone che vogliono disassuefarsi dal vizio del fumo: l’organismo viene così a ricevere la stessa sostan­za, questa glicoproteina, e sente in minor misura il “bisogno” della sigaretta.</p>
</div>
<p align="left">La pianta del peperoncino non cresce spontanea nel nostro Paese, ma solo in quelli a clima molto caldo; da noi viene dunque colti­vata.</p>
<p align="left">Il suo fusto è piuttosto angoloso, le foglie lucide a forma ovale, inte­re. I fiori, muniti di un breve peduncolo, sono pendenti, muniti di corolla bianca. Il frutto è carnoso, di varie forme e diversa grandezza a seconda delle varietà.</p>
<h3 align="left">Utilizzi e benefici in erboristeria</h3>
<p align="left"><strong>Arteriosclerosi</strong>:  ci tro­viamo di fronte ad una pianta utile molto ed a molte cose, che noi possiamo utilizzare in vari modi; ed è proprio “in varie salse”, che noi possiamo mettere il peperoncino, sfruttandone così le qualità be­nefiche (vedi voce). Se alcuni di voi non amassero l’aroma “un poco” piccante di questo frutto, consiglio l’acquisto di capsule a base di pe­peroncino.</p>
<p align="left"><strong>Capelli che cadono</strong>:  si facciano macerare trenta grammi di peperoncino ros­so ben triturato in mezzo litro di alcol a 60° (gradazione alcolica che vi farà il farmacista) per dieci giorni in recipiente chiuso ed agitando ogni tanto; passato il periodo indicato, si filtri il tutto e si usi per fri­zionare ogni giorno il cuoio capelluto avendo cura di allargare a cioc­che i capelli per non bagnarli con la soluzione alcolica.</p>
<p align="left"><strong>Digestione </strong>: utilizzato a crudo, in qualsiasi piatto, svolge la sua azio­ne digestiva; esistono, altrimenti, delle capsule gastroresistenti, per chi abbia problemi di gastrite o simili.</p>
<p align="left"><strong>Emorroidi</strong>: l’assunzione regolare del peperoncino per via interna, regolarizza fl tono dei vasi sanguigni, ed è dunque consigliabile il suo uso, associato ad uno dei preparati sopra descritti.</p>
<p align="left"><strong>Reumatismi</strong>: <a title="Arnica (Arnica montana) – Uso terapeutico e proprietà curative" href="http://www.erbe-medicinali.com/arnica.html">Arnica</a> e Peperoncino: si lascino in cinquanta grammi di alcol a 70° (gradazione alcolica che vi preparerà il farmacista), venti grammi di peperoncino rosso e trenta grammi di fiori e radici di arnica per due giorni; si filtri e si massaggi la parte dolorante tre volte al giorno con il preparato così ottenuto</p>
<p align="left"><strong>Sudorazione</strong> : si lascino macerare in trenta grammi di alcol a 60° ven­ti grammi di peperoncino per tre giorni; si filtri e si frizioni il petto con 3 liquido cori ottenuto, ricoprendo poi con lana; è indicato so­prattutto in tossi secche con interessamento bronchiale.</p>
<p align="left"><strong>Vomito</strong>: si metta in un’ostia mezzo cucchiaio di polvere di pepe­roncino (circa mezzo grammo) e si deglutisca con la minor quantità possibile d’acqua. Assai utile nei casi di vomito da ubriachezza e co­me anticinetosico (contro il mal di mare, di macchina ecc.).</p>
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		<title>Parietaria (Parietaria officinalis)</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2020 03:43:44 +0000</pubDate>
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<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/parietaria1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-409" alt="parietaria1" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/parietaria1-144x300.jpg" width="144" height="300" /></a>Scientificamente detta Parietaria officinalis, la parietaria è una pianta appartenente alla famiglia delle Urticacee; è ben conosciuta come “Erba murale” grazie al fatto che si ritrova tra le anfrattuosita dei vecchi muri, op­pure come “erba vetriola”, visto che con le sue foglie si pulivano i vetri.</p>
<p align="left">Le testimonianze più chiare ed atten­dibili sull’uso della parietaria come pianta medicinale, risalgono al I seco­lo, grazie a degli scritti di Plinio; ma si ritiene che già da tempo le sue qua­lità fossero conosciute e sfruttate.</p>
</div>
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<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/parietaria1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-409" alt="parietaria1" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/parietaria1-144x300.jpg" width="144" height="300" /></a>Scientificamente detta Parietaria officinalis, la parietaria è una pianta appartenente alla famiglia delle Urticacee; è ben conosciuta come “Erba murale” grazie al fatto che si ritrova tra le anfrattuosita dei vecchi muri, op­pure come “erba vetriola”, visto che con le sue foglie si pulivano i vetri.</p>
<p align="left">Le testimonianze più chiare ed atten­dibili sull’uso della parietaria come pianta medicinale, risalgono al I seco­lo, grazie a degli scritti di Plinio; ma si ritiene che già da tempo le sue qua­lità fossero conosciute e sfruttate.</p>
<p align="left">Le parti della pianta utilizzate a scopo terapeutico sono le foglie ed i fusti, meglio se freschi; se invece si vogliono conservare, si devono essiccare rapidamente e mettere in recipienti ermeticamente chiusi, altrimenti si perde tutta la loro efficacia.</p>
</div>
<p align="left">Ma quali sono le virtù della parietaria? È questa una pianta con pro­prietà depurative, diuretiche, emollienti, usata in caso di cistite, cal­colosi, edema. L’“Erba vetriola” è perenne, molto comune, e presenta un fusto rossastro, eretto, provvisto di foglie sottili, ovali, intere, mu­nite di peli ritorti, nella parte inferiore; i fiori si presentano durante il periodo estivo, raccolti in formazioni sferiche (glomeruli) in nume­ro variabile da cinque a sei; sono piccoli, di color verdastro.</p>
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		<title>Pungitopo (Ruscus aculeatus) proprietà e cure associate</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2020 01:18:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-555" alt="pungitopo" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo-200x300.jpg" width="200" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo-200x300.jpg 200w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo.jpg 600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Il <em>Ruscus aculeatus</em>, più comunemen­te conosciuto come “<strong>Rusco</strong>” (da non confondersi con l&#8217; <a title="Agrifoglio (Ilex aquifolium)" href="http://www.erbe-medicinali.com/agrifoglio.html">agrifoglio</a>), appar­tiene alla famiglia delle Liliacee.</p>
<p align="left">Vive nei boschi delle zone submonta­ne, dove forma dei veri e propri gro­vigli di vegetazione, grazie alle sue false foglie spinose, al centro delle qua­li si trova il fiore.</p>
<p align="left">Già in tempi molto lontani si conosce­vano le qualità terapeutiche e i benefici del pun­gitopo, non è tossico ne velenoso, molto usato come febbrifugo, diuretico, ma soprattutto per le sue proprietà toniche a livello del sistema venoso; la sua azione è maggiore di quella dell’ippocastano, dunque il suo impiego è consigliabile in caso di varici, vene varicose, emorroidi, di­sturbi circolatori, ed ancora in caso di edema, calcolosi, gotta.&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/pungitopo.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-555" alt="pungitopo" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo-200x300.jpg" width="200" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo-200x300.jpg 200w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/pungitopo.jpg 600w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a>Il <em>Ruscus aculeatus</em>, più comunemen­te conosciuto come “<strong>Rusco</strong>” (da non confondersi con l&#8217; <a title="Agrifoglio (Ilex aquifolium)" href="http://www.erbe-medicinali.com/agrifoglio.html">agrifoglio</a>), appar­tiene alla famiglia delle Liliacee.</p>
<p align="left">Vive nei boschi delle zone submonta­ne, dove forma dei veri e propri gro­vigli di vegetazione, grazie alle sue false foglie spinose, al centro delle qua­li si trova il fiore.</p>
<p align="left">Già in tempi molto lontani si conosce­vano le qualità terapeutiche e i benefici del pun­gitopo, non è tossico ne velenoso, molto usato come febbrifugo, diuretico, ma soprattutto per le sue proprietà toniche a livello del sistema venoso; la sua azione è maggiore di quella dell’ippocastano, dunque il suo impiego è consigliabile in caso di varici, vene varicose, emorroidi, di­sturbi circolatori, ed ancora in caso di edema, calcolosi, gotta.</p>
<p align="left">Si tratta di un arbusto, con fusto eretto, ramificato, ricco di “foglie”; in realtà, quelle che senz’altro sembrano foglie, sono rami appiattiti al centro dei quali si trovano delle piccole foglioline, all’ascella delle quali, in primavera, sbocciano dei fiori.</p>
<p align="left">Queste false foglie sono dette “cladodi”. In maggio, il posto dei fiori vera occupato da piccole bacche rosse. In fitoterapia e din erboristeria le parti della pian­ta utilizzate sono il rizoma e le radici.</p>
<h4 align="left">Preparazione e cure associate:</h4>
<p align="left"><strong>Emorroidi</strong>: si facciano bollire venti grammi di radici in mezzo litro d’acqua per dieci minuti; si filtri il decotto così ottenuto e se ne beva­no due tazze al dì.</p>
<p align="left"><strong>Gotta</strong>: si ottiene il decotto facendo bollire venticinque grammi del rizoma in mezzo litro d’acqua per dieci minuti; si filtra e si bevo­no due-tre tazze al giorno di tale preparato.</p>
<p align="left"><strong>Mestruazioni</strong>: si lascino bollire cinque minuti in mezzo litro d’acqua, dieci grammi di rizomi; si filtri e si bevano due tazze del decotto ogni giorno.</p>
<p align="left"><strong>Menopausa</strong>: si facciano bollire dieci grammi di rizomi e radici in mez­zo litro d’acqua per pochi minuti (2-3); si spenga il fuoco e, dopo cin­que minuti di infusione, si filtri; si bevano tre tazze al giorno di detto preparato in tisana.</p>
<p align="left"><strong>Varici</strong> e vene varicose: si facciano bollire trenta grammi di radici in mezzo litro d’acqua per cinque minuti; si filtri e si bevano tre tazze al giorno di tale decotto.</p>
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		<title>Primula (Primula veris)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2020 14:21:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-553" alt="primula-veris" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris-157x300.jpg" width="157" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris-157x300.jpg 157w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris.jpg 392w" sizes="(max-width: 157px) 100vw, 157px" /></a>Questa pianta appartiene alla fami­glia delle Primulacee e viene scientificamente detta <em>Primula veris</em>. Si ri­trova allo stato spontaneo, ma vie­ne anche coltivata; in particolare si coltivano ibridi nei quali si è cerca­to di ottenere, dopo lunghe selezioni, fiori grandi, di brillanti e svariati colori.</p>
<p align="left">Un tempo, in farmacia, si utilizzava spesso l’infuso o il decotto di primula, tanto che la si definiva “officinalis”; poi il suo uso si è perso, come quello di svariate altre piante.&#8230; <a href="https://www.erbe-medicinali.com/primula.html" class="read-more">continua a leggere </a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-553" alt="primula-veris" src="http://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris-157x300.jpg" width="157" height="300" srcset="https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris-157x300.jpg 157w, https://www.erbe-medicinali.com/wp-content/uploads/2013/06/primula-veris.jpg 392w" sizes="(max-width: 157px) 100vw, 157px" /></a>Questa pianta appartiene alla fami­glia delle Primulacee e viene scientificamente detta <em>Primula veris</em>. Si ri­trova allo stato spontaneo, ma vie­ne anche coltivata; in particolare si coltivano ibridi nei quali si è cerca­to di ottenere, dopo lunghe selezioni, fiori grandi, di brillanti e svariati colori.</p>
<p align="left">Un tempo, in farmacia, si utilizzava spesso l’infuso o il decotto di primula, tanto che la si definiva “officinalis”; poi il suo uso si è perso, come quello di svariate altre piante. Ma è utile ricordare che questa piantina è dotata di ottime proprietà cal­manti, antispasmodiche ed espettoranti. Ecco perché con il suo bel fiore e con le sue radici si può ottenere un preparato ottimo a sedare toni stizzose e a favorire l’espettorazione, nonché a calmare cefalee ed emicranie, soprattutto quelle dovute a forme di stress.</p>
<p align="left">La primula è pianta perenne, che predilige terreni umidi e freschi. Le sue foglie basali sono disposte a rosetta; sono a forma ovale, rugo­se al tatto, grigiate sulla parte inferiore. I fiori sono color giallo bril­lante, riuniti in ombrelle all’apice di un peduncolo fiorale che si diparte dalla base.</p>
<p align="left">In terapia si utilizzano i fiori, le foglie, le radici e il rizoma: in pratica la pianta intera.</p>
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